L’artrite è una delle malattie infiammatorie più debilitanti, e può colpire sia adulti che anziani ormai in tarda età. Si tratta di una forma patologica di flogosi costante che colpisce l’apparato locomotore e le sue componenti principali quali ossa, muscoli, tendini e gli ingranaggi delle articolazioni, rendendo qualsiasi tipologia di movimento difficile da affrontare e costringendo i pazienti a vivere stati di dolore spesso difficilmente sopportabili.
L’artrite condiziona tantissimo la vita di chi la sperimenta, sottoponendo soprattutto gli anziani a difficoltà di movimento complicate da affrontare, soprattutto quando il fisico non è più capace di lottare efficientemente contrapponendo le energie giuste. L’artrite non è da confondere con l’artrite reumatoide, la quale spesso ha anche manifestazioni di grave deformazione: la prima, sebbene con rischi meno evidenti e sebbene spesso non abbia questo risvolto, condiziona tantissimo le difficoltà motorie ed è difficile da trattare perché si tratta di una patologia non reversibile.
Artrite: come riconoscerla e perché è pericolosa per un anziano
Purtroppo gli anziani hanno già, per condizione, un fisico dalle funzioni debilitate a causa del progredire dell’età: in special modo se si tratta di un paziente che è stato particolarmente attivo nell’arco della sua vita e che ha sfruttato al massimo le proprie capacità fisiche. Ricordiamo che il tessuto articolare del nostro corpo non si rinnova e, in virtù di questo, accusa tutto il logorio del tempo – si pensi ad esempio alla frequente rottura del femore negli anziani a causa di questo motivo-.
Riconoscere l’artrite significa chiedere ausilio a un medico e sottoporre l’anziano ad un’attenta diagnosi: purtroppo non si tratta di una patologia rinvenibile “ad occhio nudo” ma servono degli esami appositi quali raggi X o esami approfonditi che richiedano un prelievo di sangue o metodologie di analisi approfondita che rientrano nelle anamnesi di routine quali TAC e affini.
Sebbene non si tratti di una patologia reversibile -l’artrite non può essere curata- è possibile utilizzare dei palliativi farmacologici che potrebbero in effetti rendere meno acuta la sintomatologia: si parla comunque di interventi necessari e non posticipabili proprio perché l’artrite, se non presa in tempo e non opportunamente monitorata, potrebbe degenerare ulteriormente costringendo infine l’anziano in uno stato di degenza e di immobilità per cui sarebbe successivamente necessario richiedere spesso un’assistenza domiciliare mirata.
Cosa fare in caso di peggioramento dell’artrite negli anziani
Se sei di Torino potresti rivolgerti direttamente ad una cooperativa sociale come Nessuno è solo: queste realtà non solo sono capaci di elaborare un quadro chiaro della situazione di degenza in cui è coinvolto un anziano, ma possono proporre ai familiari dello stesso degli ausili utili per monitorare la patologia che lo costringe alla degenza, anche in caso di artrite. A parte le cure farmacologiche da concordare con il medico che ha eseguito la diagnosi e che ha elaborato il piano terapeutico specifico per l’anziano, una cooperativa come Nessuno è solo può garantire un servizio badanti che possa assicurare l’assistenza di personale altamente specializzato anche la notte, il quale aiuti il paziente ad assumere i farmaci e lo coadiuvi nella mobilità giornaliera anche in caso di allettamento nelle situazioni più gravi.