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Anziani: perché tendono a mangiare meno

Seguire una dieta corretta è fondamentale, soprattutto per gli anziani. Condurre una dieta adeguata richiede, tuttavia, conoscenze, capacità di scelta e autonomia gestionale. Il tutto si complica, poi, nel momento in cui insorgano malattie che, pur non essendo totalmente invalidanti, possono avere effetto sulla capacità di un anziano di alimentarsi in maniera corretta e salutare. Con il termine “disfagia”, si fa riferimento ad un disturbo della deglutizione che rende difficile o, a volte, impossibile, il passato di cibo e sostanze liquide dalla bocca allo stomaco. Un anziano che soffre di disfagia deve stare molto attento durante i pasti. Il rischio è, infatti, l’aspirazione, ovvero il passaggio del cibo o di elementi liquidi all’interno delle vie aeree, il quale può avere conseguenze estremamente gravi per la salute dell’individuo.

Nel momento in cui si inizia ad avere difficoltà nella deglutizione, il rischio è che la persona inizi ad imporsi dei limiti rispetto a varietà di cibi e liquidi e, dunque, che introduca una quantità di sostanze nutritive inferiori rispetto a quelle necessarie. In casi più gravi egli potrebbe, addirittura, perdere totalmente interesse nei confronti del cibo. Ciò può avvenire anche nel caso di assenza di denti o in presenza di protesi mobili che, risultando di uso difficile, possono influenzare l’alimentazione dell’anziano. Sono presenti, tuttavia, delle soluzioni utili per evitare che un anziano perda il piacere della tavola. Tra di esse: l’uso di alimenti frullati, dotati di una consistenza morbida, nel caso in cui il soggetto sia affetto da disfagia e la scelta di pasti morbidi e molto invitanti nel caso in cui il paziente soffra di edentulia, ovvero di problematiche relative alla mancanza totale di denti o alla presenza di protesi.

Altro aspetto da tenere sotto controllo nel caso in cui si parli di persone anziane è il possibile calo del tono dell’umore. Con l’aumento dell’età, infatti, sono davvero tante le motivazioni che possono portare una persona a sentirsi malinconica o depresse. Tra di esse: la solitudine, la perdita di una persona cara e la perdita del ruolo sociale. Divenendo la tristezza una compagna abituale, può accadere che si perda interesse anche per il cibo. In questo senso, un un ruolo fondamentale può essere giocato da un servizio di assistenza anziani costante, come potrebbe essere il servizio svolto da una badante, a cui si accompagna la figura del medico di famiglia. Essi possono diventare un punto di riferimento per l’anziano, sia come raccoglitori del disagio sia per quanto riguarda la terapia antidepressiva, nel caso in cui sia necessaria.

Il diabete

Il diabete di tipo 2 è una malattia cronica che, solitamente, si riscontra in persone in età avanzata. Solitamente, chi ne è affetto possiede valori di glucosio particolarmente elevati a cui si associa una minore produzione di insulina da parte del pancreas o, in alternativa, una minore efficacia di questo ormone. Solitamente il diabete di tipo 2 si manifesta durante l’età adulta in soggetti obesi e sedentari, la cui alimentazione si distingue per esser ricca di carboidrati e calorie. Cosa fare, dunque, per ridurre il livello di glicemia nel sangue di questi soggetti? Sicuramente una soluzione potrebbe essere assumere alimenti maggiormente ricchi di fibre e poveri di zuccheri a rapido assorbimento, tra cui: verdure, legumi e cereali integrali e, ovviamente, ridurre al minimo dolci, bevande zuccherate e zucchero in generale.

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