Cresce sempre di più il numero di famiglie che sceglie di affidarsi ad una badante per curare un genitore o comunque un familiare non più autosufficiente. Molto spesso, tuttavia, il dubbio principale che ci si pone riguarda la necessità di far sì che la badante in questione conviva con la persona malata o la accudisca semplicemente durante le ore diurne e, talvolta, notturne. Scegliere che la badante conviva con l’assistito significa, tuttavia, far sì che ella risieda con la persona anche durante la notte in maniera fissa. Un fattore da non sottovalutare nel momento in cui ci si debba prendere cura di persone non autosufficienti o comunque affette da patologie come il morbo di Alzheimer, le quali richiedono un’assistenza continua e costante. Coloro che risiedono con la persona, in questo modo, potranno contare sull’appoggio di un’altra figura che potrà essere d’aiuto anche nel caso in cui le notti si rivelassero particolarmente movimentate. Nel caso in cui, invece, si dovesse scegliere di optare per una badante non convivente, quest’ultima non si occuperà della persona anche durante la notte ma soltanto all’interno di un orario prestabilito.
Quale soluzione scegliere?
Generalmente i contratti stabiliti in caso di badanti sono standard. Esistono, tuttavia, delle modifiche che è possibile fare in caso di necessità. In media, le ore di lavoro prestabilite corrispondono a circa 54 ore settimanali per le badanti conviventi e 40 per le badanti non conviventi. In entrambi i casi, alle badanti spettano sia giorni di riposo che ore libere durante il giorno. Nel momento in cui si sceglie tra una badante convivente ed una non convivente, è sempre bene considerare che, nel caso in cui siano presenti coniugi o comunque conviventi della persona malata, oltre a finire assistenza vera e propria, un assistente domiciliare fornirà anche compagnia a questi ultimi. Dunque, quando è consigliabile scegliere una badante ad ore, ovvero una badante non convivente? Una badante non convivente è consigliabile nel momento in cui l’anziano non presenti un quadro clinico grave, sia autosufficiente ma, al contempo, necessiti di una figura in grado di aiutarlo nelle faccende di casa o comunque gli tenga compagnia. Un secondo caso potrebbe essere quello in cui si abbia la necessità di una persona che si occupi delle faccende domestiche, come pulizia, preparazione dei pasti, bucato o che comunque svolga commissioni per conto della persona. Altra esigenza può essere quella che vede come necessità primaria la presenza di una persona che accompagni l’anziano a visite, appuntamenti o che lo accompagni semplicemente in lunghe passeggiate. Infine, un ultimo caso potrebbe essere quello in cui un assistito necessiti di essere seguito per l’assunzione di farmaci o comunque necessiti di supporto per la cura della propria igiene personale. La differenza tra una badante ad ore ed una badante notturna è che la seconda svolgerà tutte queste funzioni anche di notte, vivendo con la famiglia e offrendo compagnia anche ai conviventi dell’ammalato. Scegliere una badante convivente potrebbe, inoltre, essere l’ideale anche per chi è solo o non autosufficiente.
Come scegliere
Sulla base di quanto detto, emerge la necessità di scegliere la tipologia di badante più adatta sulla base delle proprie necessità. In questo senso, se la persona in questione non sia più autosufficiente o comunque abbia la necessità di essere assistita anche durante la notte, il nostro consiglio è quello di scegliere una badante che possa occuparsi della persona anche durante le ore notturne e che conviva con quest’ultima. Nel caso in cui, invece, tale necessità non sia presente e sia invece necessaria esclusivamente un’assistenza diurna, utile ad aiutare la persona nello svolgimento di mansioni giornaliere quali commissioni, pulizie e preparazione dei pranzi, allora sarà possibile optare per una badante presente esclusivamente durante le ore diurne. Da prendere in considerazione e da non sottovalutare è, poi, il fattore compagnia. Se, infatti, sono presenti dei coniugi o comunque delle persone che vivano con la persona ammalata, la presenza costante di una badante potrebbe costituire un valido elemento di supporto e, soprattutto, di compagnia per questi ultimi. Sarà, dunque, opportuno scegliere la giusta tipologia di servizio tenendo conto di tutte le necessità presenti.