L’emergenza Covid ha portato a chiusura delle scuole e didattica a distanza per i più piccoli. Ciò ha mostrato, ancora una volta, l’importanza del ruolo delle baby sitter nel nostro paese. Insieme alle badanti, queste ultime si occupano di familiari, dunque sia di figli che di genitori anziani, non più autonomi e, di conseguenza, non in grado di stare da soli. Queste due categorie di lavoratori, unite alle colf, fanno parte dei lavoratori domestici, ovvero di coloro che prestano un’attività lavorativa continua utile all’assolvimento delle necessità della vita familiare. In Italia, secondo l’Assindatccolf, Associazione sindacale nazionale dei datori di lavoro domestico, tale categoria di lavoratori corrisponde a circa due milioni. Si tratta di un vero e proprio esercito che consente alle donne di poter avere un lavoro portando, così, a casa un secondo stipendio e contibuendo, così, alla crescita del PIL nazionale. Crescita che, in seguito a questi due anni di pandemia, si è rivelata sempre più necessaria ed importante.
L’emergenza Covid-19 comportato un aumento del fabbisogno di assistenza da parte delle famiglie. Ciò è avvenuto a causa della chiusura delle scuole ed un aumento del livello di solitudine delle persone anziane. Tale esercito si compone, per il 70%, da stranieri e per il 90% da donne. Dal punto di vista contrattuale, ad essere irregolari sono sei collaboratori su dieci. Essi non dispongono, infatti, di contributi, né di ferie, malattia o tasse pagate. I dati riportati dall’INPS nel 2019 riportano come coloro che dispongono di un regolare contratto di lavoro siano meno della metà, in lieve calo rispetto all’anno precedente. Il vero cambiamento è arrivato durante il 2020, anno in cui si è verificato un boom di assunzioni di lavoratori domestici per un totale corrispondente ad un +58,5% rispetto al 2019.
Qual è il motivo della regolare assunzione di tali figure lavorative? Probabilmente tale motivazione corrisponde al rischio di denuncia della propria condizione irregolare all’interno delle proprie autocertificazioni. Colf, badanti e baby-sitter, infatti, avendo la possibilità di spostarsi solo per comprovate esigenze lavorative, rischiavano di far sì che emergesse la propria condizione lavorativa irregolare. In seguito al decreto Rilancio, in seguito al quale sono emersi circa 180mila domestici in nero, il numero dei lavoratori domestici regolari è salito oltre il milione. La pandemia di Covid-19 ha fatto sì che emergesse l’importanza dell’assistenza della cura della persona, non soltanto agli occhi delle persone ma, anche e soprattutto, agli occhi del governo. Il lavoro di cura e assistenza alla persona rientra, infatti, tra i lavori essenziali della lista presente all’interno dei codici Ateco del decreto Cura Italia lavoro.
Lavoratori domestici: Quanto costano?
Soltanto durante l’anno 2019 la spesa per i lavoratori domestici ammonta a circa 15,1 miliardi di euro. Si tratta di una spesa di cui devono farsi carico le famiglie degli assistiti e su cui lo Stato risparmia in termini di Welfare e assistenza. Per far ridurre sempre di più il livello di lavoratori in nero sarebbero necessari sgravi fiscali. Soltanto in questo modo, secondo il presidente di Assindatcolf Andrea Zini, sarà possibile riformare il settore dei lavoratori domestici, a partire dalle tasse imposte alle famiglie. Attualmente ad essere presenti sono, infatti, deduzioni dei costi parziali ed assolutamente insufficienti. Il servizio di assistenza anziani e cura della persona in generale è, infatti, troppo importante per non essere tutelato da adeguate leggi.
Nonostante ciò, è necessario constatare anche l’assenza di qualsiasi tipo di riferimento al lavoro in termini di assistenza domiciliare. Si tratta di una mancanza piuttosto grave se si pensa all’importanza che queste figure hanno avuto ed hanno tuttora, offrendo al paese un contributo fondamentale per il contenimento e la gestione dell’emergenza Covid-19. Il rischio è, non soltanto quello di non andare avanti ma, anche e soprattutto, di tornare indietro. In assenza di incentivi all’assunzione, infatti, il rischio è di tornare presto all’irregolarità. L’emergere di lavoro in nero e, di conseguenza, l’aumento del lavoro sicuro comporterebbe un maggiore livello di sicurezza sia per i lavoratori che per le famiglie stesse andando, inoltre, ad incrementare il reddito fiscale. I lavoratori domestici regolari registrati fino ad ora hanno portato al paese circa 1,5 miliardi di euro. Dunque, nel caso in cui si riuscisse a portare ad una condizione di lavoro regolare anche i due milioni di lavoratori in nero, il reddito fiscale potrebbe aumentare fino a raggiungere i 3.6 miliardi di euro.
L’importanza di badanti, colf e baby – sitter
Badanti, colf e baby sitter, all’interno della società moderna, ricoprono un ruolo estremamente importante e, per tale motivo, necessitano di un maggior livello di tutele anche da parte del governo. Incrementando gli incentivi alle assunzioni sarebbe, infatti, possibile ridurre il lavoro in nero ed aumentare il lavoro in regola, così da assicurare a famiglie e lavoratori un maggiore livello di tutele. Badanti e baby – sitter, in particolare, si sono sostituite alla figura della donna che, in passato, era deputata alla cura dei figli e degli anziani. In un mondo che spinge, sempre di più, verso l’inclusione delle donne all’interno del mondo lavorativo, l’importanza di queste figure aumenterà sempre di più. In questo senso, è necessario riconoscere il ruolo svolto da queste ultime e tutelarle il più possibile.