Vai al contenuto

La demenza senile

Con l’espressione “demenza senile” si fa riferimento ad una malattia neuro degenerativa dell’encefalo che, generalmente, colpisce soggetti anziani che determina una irreversibile e graduale riduzione delle facoltà cognitive. Esistono diverse tipologie di demenza senile. Tra di esse: il morbo di Alzheimer, la demenza a corpi di Lewy e la demenza vascolare. Le cause di tale malattia non sono ancora conosciute. Per quanto riguarda, invece, i sintomi iniziali, tra di essi troviamo: problemi di personalità, deficit di memoria e deficit in linguaggio e ragionamento.

Ad un livello intermedio, invece, è presente un peggioramento delle problematiche iniziali ed un declino parziale delle facoltà cognitive. Si arriva, così, allo stadio avanzato, durante il quale a verificarsi sono: perdita totale delle capacità cognitive, difficoltà nel processo di deglutizione e incapacità di riconoscere le persone care. Attualmente non è presente una cura per tale patologia, nonostante ciò sono disponibili alcune terapie volte ad attenuare i sintomi. Demenza senile è, dunque, l’espressione con la quale, in gergo medico, si indicano un gruppo di malattie neuro degenerative che coinvolgono l’encefalo e che sono tipiche dell’età avanzata, comportando una riduzione progressiva delle facoltà cognitive di un soggetto. Nel momento in cui la persona si trova in tali condizioni di salute, potrebbe essere utile usufruire di un servizio di assistenza quotidiano tramite la figura di una badante o di un operatore d’aiuto.

Ma qual è la differenza tra demenza senile e decadimento cognitivo? Nonostante si presentino tramite sintomi simili, demenza senile e decadimento cognitivo che accompagna, spesso, l’età, non sono la stessa cosa. Quest’ultimo non corrisponde, infatti, ad una patologia, ma ad un normale processo involutivo a cui il cervello va incontro una volta raggiunta una certa età. Tra i sintomi che quest’ultimo comporta, troviamo: una riduzione graduale del volume cerebrale, una trasmissione poco efficiente dei segnali nervosi e la perdita di diversi neuroni.

Il significato del termine demenza senile

Una volta con il termine “demenza senile” si faceva riferimento al morbo di Alzheimer. In seguito, tramite la scoperta di altre forme di demenza che sorgerebbero in età avanzata e con la scoperta dell’esistenza di una forma di Alzheimer che colpisce i giovani, l’espressione demenza senile ha assunto un significato in parte diverso. Non esistono dati riferiti in maniera specifica alla demenza senile. Nonostante ciò, è possibile trarre alcune conclusioni dai diversi studi statistici relativi alle demenze nel senso più ampio del termine.

Secondo questi studi risalenti al 2010, le persone affette da demenza senile sarebbero, in totale, circa 36 milioni. Di questi, il 3% avrebbe un’età compresa tra i 65 e i 74 anni, il 19% tra i 75 e gli 84 e più della metà avrebbe dagli 85 anni a salire. Il 50-70% di queste persone, inoltre, soffrirebbe di morbo di Alzheimer, il 25% di demenza vascolare, mentre il 15% sarebbe affetta da demenza a corpi di Lewy. La restante parte, invece, sarebbe affetta da altre forme di demenza. A causa dell’allungamento della vita media dell’essere umano, gli studiosi sostengono che il numero di soggetti affetti da demenza senile aumenterà sempre di più. In territorio italiano, la percentuale di persone affette da demenza senile corrisponde all’1,5% della popolazione sopra i 65 anni e a più del 30% della popolazione dotate di età maggiore di 80 anni.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *